Gino Strada: la faccia della fame ed il cancro del profitto
Siamo abituati a chiamare “Opinione Pubblica” l’opinione di un gruppetto di governati e commentatori, siamo abituati a chiamare “Legalità Internazionale” la prepotenza degli stati più forti, e a chiamare “diritti umani” i nostri privilegi. Noi viviamo in una parte del mondo che ospita il 20 per cento della popolazione e consuma l’85 per cento della ricchezza, e siamo convinti che i diritti umani siano i diritti di questo 20 per cento di mantenere o aumentare le proprie ricchezze a danno degli altri...
A 100 giorni dalla chiusura dell’ospedale di Lashkar-gah
Lo scorso 10 aprile l'ospedale di Emergency a Lashkar-gah è stato chiuso in seguito all'irruzione di uomini della polizia e dei servizi di sicurezza afgani e di militari britannici e al prelevamento di membri dello staff di Emergency, rilasciati dopo alcuni giorni perché "completamente innocenti".
L'ospedale di Emergency era l'unica struttura in grado di offrire assistenza chirurgica gratuita e di elevata qualità alla popolazione di tutta la provincia di Helmand. Per questa ragione stiamo lavorando per riaprire al più presto l'ospedale di Lashkar-gah.
Abbiamo riscontrato la disponibilità delle autorità centrali alla riapertura e abbiamo avuto conferma del loro apprezzamento per il nostro lavoro.
Restano però inaccettabili le condizioni poste dal Governatore di Lashkar-gah, che vincola la riapertura alla presenza di militari afgani intorno all'ospedale e al passaggio del controllo delle attività dell'ospedale al ministero della Sanità locale.
Emergency è costretta a rifiutare queste condizioni per due ragioni:
Un ospedale è un luogo di cura: Emergency tornerà a Lashkar-gah solo se il suo ospedale potrà tornare a essere un luogo "ospitale" per tutti, dove si cura chi ne ha bisogno, senza discriminazioni, in base all'etica della professione medica e ai principi delle convenzioni internazionali per l'assistenza ai feriti di guerra. La presenza di militari armati all'esterno dell'ospedale viola il principio di neutralità e limita l'accesso al Centro dei feriti.
In 11 anni di lavoro in Afganistan, inoltre, Emergency ha potuto verificare che il ministero della Sanità locale non è ancora in grado di farsi carico dei bisogni della popolazione. Se Emergency accettasse le condizioni poste dal governatore, il suo ruolo sarebbe limitato a mero finanziatore del progetto; abbiamo invece la certezza di poter continuare a essere molto più di una banca per l'Afganistan e la sua popolazione.
Emergency
“A come Amianto” di Ulderico Pesce
7 Ottobre 2010 ore 21:15
Coordinamento di Sesto San Giovanni e Centro Mediterraneo delle Arti presentano lo spettacolo teatrale :
Nico è un giornalista d'assalto che gira l'Italia seguendo le tracce di morte che ha lasciato l'amianto: a Casale Monferrato (AL), dove si fabbricava l'eternit, che costava poco, aveva un'altra lavorabilità ed era isolante dal freddo a dal fuoco; a Monfalcone (GO), dove si fabbricano navi coibentate con l'amianto; a Balangero (TO), dove c'è la più grande cava di amianto di tutta Europa; a Biancavilla (CT), circondata da rocce ricche di amianto e a Sesto San Giovanni (MI), dove grandi fabbriche quali la Breda, la Falck, la Magneti Marelli, lo hanno utilizzato fin dagli inizi del Novecento. Ed è proprio la tragica vicenda dell'amianto a fare da sfondo alla storia con Maria, un'aspirante cantante che per amore lo accompagnerà in questo percorso, difficile e necessario.
Cinema Teatro Rondinella - Labour Film Festival
tel: 02 22.47.81.83 - info@cinemarondinella.it - www.cinemarondinella.it - www.lombardia.cisl.it
Ingresso 7 €, Ridotto 3,5 €






