Burraco d’autunno
Hotel Enterprise. Corso Sempione 91, Milano
30 Settembre 2010
ore 19.45 registrazione
happy hour con ricco buffet fino alle 22:30
ore 21.00 inizio torneo
iscrizione torneo 20 euro
rivolgersi a burraco@emergencysesto.it
All'interno dell'evento sarà possibile acquistare i biglietti in prevendita dello spettacolo "A come amianto" del 7 Ottobre al Teatro Rondinella
Happy Hour
Giovedi 30 Settembre
Corso Sempione 91 Milano
dalle 19:45 alle 22:00 consumazione 10,00 Euro
All'interno dell'evento sarà possibile acquistare i biglietti in prevendita dello spettacolo "A come amianto" del 7 Ottobre al Teatro Rondinella
arrivano i Polibus !
Si tratta di poliambulatori mobili, con fermata a richiesta, che andranno incontro alle esigenze del territorio .
- Foto – Filippo Mari
- Foto – Filippo Mari
- Foto – Filippo Mari
Fotografia di Filippo Mari - http://www.emergencybusto.altervista.org
Il Mondo che Vogliamo
Emergency è una libera associazione di persone impegnate nella cura delle vittime della guerra e della povertà e nella promozione di una cultura di pace.
Questo impegno nasce da una frequentazione quotidiana della sofferenza e dalla condivisione di un’idea: che esiste un’unica e sola umanità.
Il lavoro di Emergency – che in 16 anni ha curato oltre 4 milioni di persone – è una pratica di rapporti umani giusti e solidali, ispirati ai principi di eguaglianza, di qualità delle cure, di gratuità per tutti i feriti e gli ammalati.
IL MONDO CHE VOGLIAMO
Crediamo nella eguaglianza di tutti gli esseri umani a prescindere dalle opinioni, dal sesso, dalla razza, dalla appartenenza etnica, politica, religiosa, dalla loro condizione sociale ed economica.
Ripudiamo la violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti per risolvere le contese tra gli uomini, i popoli e gli stati. Vogliamo un mondo basato sulla giustizia sociale, sulla solidarietà, sul rispetto reciproco, sul dialogo, su un’equa distribuzione delle risorse.
Vogliamo un mondo in cui i governi garantiscano l’eguaglianza di base di tutti i membri della società, il diritto a cure mediche di elevata qualità e gratuite, il diritto a una istruzione pubblica che sviluppi la persona umana e ne arricchisca le conoscenze, il diritto a una libera informazione.
Nel nostro Paese assistiamo invece, da molti anni, alla progressiva e sistematica demolizione di ogni principio di convivenza civile. Una gravissima deriva di barbarie è davanti ai nostri occhi.
In nome delle “alleanze internazionali”, la classe politica italiana ha scelto la guerra e l’aggressione di altri Paesi.
In nome della “libertà”, la classe politica italiana ha scelto la guerra contro i propri cittadini costruendo un sistema di privilegi, basato sull’esclusione e sulla discriminazione, un sistema di arrogante prevaricazione, di ordinaria corruzione.
In nome della “sicurezza”, la classe politica italiana ha scelto la guerra contro chi è venuto in Italia per sopravvivere, incitando all’odio e al razzismo.
È questa una democrazia? Solo perché include tecniche elettorali di rappresentatività? Basta che in un Paese si voti perché lo si possa definire “democratico”?
Noi consideriamo democratico un sistema politico che lavori per il bene comune privilegiando nel proprio agire i bisogni dei meno abbienti e dei gruppi sociali più deboli, per migliorarne le condizioni di vita, perché si possa essere una società di cittadini.
È questo il mondo che vogliamo. Per noi, per tutti noi. Un mondo di eguaglianza.
EMERGENCY
Emergency curera’ l’Italia con i Polibus
... affinche' il diritto alla salute non resti privilegio
Si tratta di poliambulatori mobili, con fermata a richiesta, che andranno incontro alle esigenze del territorio. Lo ha annunciato oggi Gino Strada alla conferenza organizzata dalla Cgil regionale a Prato.

Gino Strada
"In Italia c'è bisogno di rimettere insieme i diritti umani con lo scotch. Per questo Emergency ha voluto munirsi didue Polibus, poliambulatori viaggianti, che faranno fermate a richiesta, andando incontro ai problemi della gente. Una maniera veloce e concreta per tentare di colmare questo enorme vuoto causato da trent'anni di politica scellerata". Gino Strada ha stupito anche questa volta. Nella sala conferenze dell'Hotel Palace di Prato, ospitato dalla Cgil regionale e dallo Spi locale, che lo hanno fortemente voluto in occasione della settimanache la Ong passerà a Firenze per il Nono incontro nazionale, l'irriverente chirurgo non si è limitato a dire la sua sull'orrore della guerra e sulla politica criminale di chi calpesta i diritti umani. Nel suo solito stile brusco ed efficace, Strada ha spiegato con disarmante chiarezza come l'intervento di organizzazioni umanitarie come Emergency sia indispensabile e urgente anche in paesi come l'Italia, dove il diritto alla salute sta pericolosamente diventando privilegio.
... segue su PeaceReporter
[fonte Peacereporter]
Elio al Carroponte

Elio e le storie tese
11 Settembre 2010
Inizio concerto 21:30
Un banchetto Emergency sarà presente.
Sesto San Giovanni (Milano)
Via Granelli 1 - (Zona centro commerciale Sarca)
Teresa Sarti Strada, presidente di Emergency, ci ha lasciati un anno fa
"I bambini, qui, quando hanno finito di giocare a pallone si tolgono le scarpe. I nostri bambini in Iraq, quando hanno finito di giocare si tolgono le gambe". Teresa aveva un modo semplice e disarmante di raccontare il lavoro di Emergency, il suo lavoro. A volte bastava dare un'immagine: quella, appunto, dei "nostri bambini", dei pazienti saltati su una mina e curati presso i centri chirurgici di Emergency in Iraq, che poi hanno ricevuto un paio di gambe (o di braccia) nuove nel Centro di riabilitazione che oggi porta il suo nome.
A raccontare dei nostri pazienti e delle loro ferite, specialmente quando si tratta di bambini, si rischia di scadere subito nella retorica: nulla di più lontano da Teresa, dalla sua personalità, e dalle sue parole. Nessuna retorica in lei, nessun compatimento, nessuno spazio per la commiserazione: di fronte alle brutture che ogni giorno invadono i nostri ospedali non bisogna perdere tempo a dire "poverini", c'è semmai da chiedersi "E adesso che cosa possiamo fare?".
La cosa più preziosa che possiedo è un libro di Bertolt Brecht, le Poesie di Svendborg, che mi ha regalato lei, vent'anni fa. Alcune poesie hanno accanto un segno a matita - perché "sui libri non si scrive a penna!" - e sono le sue preferite, quelle che "questo basta a capire la guerra".
La guerra che verrà non è la prima: prima ci sono state altre guerre. Alla fine dell'ultima c'erano vincitori e vinti. Fra i vinti la povera gente faceva la fame. Fra i vincitori faceva la fame la povera gente ugualmente.
Ecco: senza retorica, solo una constatazione. A farne le spese è la povera gente, sempre e comunque. E Teresa, nel corso dei quindici anni della sua storia d'amore con Emergency, l'ha visto bene: Cambogia, Sierra Leone, Afganistan, Iraq... lingue diverse, colori diversi, sapori diversi, storie diverse, ma in fondo la stessa storia: la povera gente faceva la fame.
Teresa è morta un anno fa, il primo settembre di un pessimo duemilaenove. In quest'anno, non è riuscita a vedere molte cose: la sua Emergency continua a lavorare, e tanto. Abbiamo inaugurato un nuovo Centro pediatrico di Nyala, in Darfur, da lei tanto voluto. Un Poliambulatorio per migranti (e non solo) a Marghera, che aprirà a metà ottobre. Il Centro che presto costruiremo nella Repubblica Democratica del Congo. E adesso che cosa possiamo fare?
Cecilia Strada





