Emergency curerà l’Italia con i Polibus
... affinche' il diritto alla salute non resti privilegio
Si tratta di poliambulatori mobili, con fermata a richiesta, che andranno incontro alle esigenze del territorio. Lo ha annunciato oggi Gino Strada alla conferenza organizzata dalla Cgil regionale a Prato.

Gino Strada
"In Italia c'è bisogno di rimettere insieme i diritti umani con lo scotch. Per questo Emergency ha voluto munirsi didue Polibus, poliambulatori viaggianti, che faranno fermate a richiesta, andando incontro ai problemi della gente. Una maniera veloce e concreta per tentare di colmare questo enorme vuoto causato da trent'anni di politica scellerata". Gino Strada ha stupito anche questa volta. Nella sala conferenze dell'Hotel Palace di Prato, ospitato dalla Cgil regionale e dallo Spi locale, che lo hanno fortemente voluto in occasione della settimanache la Ong passerà a Firenze per il Nono incontro nazionale, l'irriverente chirurgo non si è limitato a dire la sua sull'orrore della guerra e sulla politica criminale di chi calpesta i diritti umani. Nel suo solito stile brusco ed efficace, Strada ha spiegato con disarmante chiarezza come l'intervento di organizzazioni umanitarie come Emergency sia indispensabile e urgente anche in paesi come l'Italia, dove il diritto alla salute sta pericolosamente diventando privilegio.
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[fonte Peacereporter]
Gino Strada: la faccia della fame ed il cancro del profitto
Siamo abituati a chiamare “Opinione Pubblica” l’opinione di un gruppetto di governati e commentatori, siamo abituati a chiamare “Legalità Internazionale” la prepotenza degli stati più forti, e a chiamare “diritti umani” i nostri privilegi. Noi viviamo in una parte del mondo che ospita il 20 per cento della popolazione e consuma l’85 per cento della ricchezza, e siamo convinti che i diritti umani siano i diritti di questo 20 per cento di mantenere o aumentare le proprie ricchezze a danno degli altri...
A 100 giorni dalla chiusura dell’ospedale di Lashkar-gah
Lo scorso 10 aprile l'ospedale di Emergency a Lashkar-gah è stato chiuso in seguito all'irruzione di uomini della polizia e dei servizi di sicurezza afgani e di militari britannici e al prelevamento di membri dello staff di Emergency, rilasciati dopo alcuni giorni perché "completamente innocenti".
L'ospedale di Emergency era l'unica struttura in grado di offrire assistenza chirurgica gratuita e di elevata qualità alla popolazione di tutta la provincia di Helmand. Per questa ragione stiamo lavorando per riaprire al più presto l'ospedale di Lashkar-gah.
Abbiamo riscontrato la disponibilità delle autorità centrali alla riapertura e abbiamo avuto conferma del loro apprezzamento per il nostro lavoro.
Restano però inaccettabili le condizioni poste dal Governatore di Lashkar-gah, che vincola la riapertura alla presenza di militari afgani intorno all'ospedale e al passaggio del controllo delle attività dell'ospedale al ministero della Sanità locale.
Emergency è costretta a rifiutare queste condizioni per due ragioni:
Un ospedale è un luogo di cura: Emergency tornerà a Lashkar-gah solo se il suo ospedale potrà tornare a essere un luogo "ospitale" per tutti, dove si cura chi ne ha bisogno, senza discriminazioni, in base all'etica della professione medica e ai principi delle convenzioni internazionali per l'assistenza ai feriti di guerra. La presenza di militari armati all'esterno dell'ospedale viola il principio di neutralità e limita l'accesso al Centro dei feriti.
In 11 anni di lavoro in Afganistan, inoltre, Emergency ha potuto verificare che il ministero della Sanità locale non è ancora in grado di farsi carico dei bisogni della popolazione. Se Emergency accettasse le condizioni poste dal governatore, il suo ruolo sarebbe limitato a mero finanziatore del progetto; abbiamo invece la certezza di poter continuare a essere molto più di una banca per l'Afganistan e la sua popolazione.
Emergency
Gaza…

Paolo Pellegrin fotografo - "Gaza under blockade"
Questa notte un cargo umanitario è stato assaltato in acque internazionali dai reparti dell'esercito israeliano. Le notizie sono ancora confuse ma il bilancio provvisorio, secondo le forze israeliane, parla di almeno 15 morti tra i passeggeri della nave. Secondo gli organizzatori del cargo umanitario, si è trattato di un deliberato atto di guerra contro civili inermi.
Quello che è certo è che, ancora una volta, si è scelto di usare lo strumento della violenza, anziché le armi della politica e del dialogo, e a farne le spese sono i civili.





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