Volontari di Sesto San Giovanni
8Apr/10Off

A Lashkar-gah, dove si rischia la vita anche per una gita in famiglia

Una mina salta in aria al passaggio di un'automobile. A bordo, una famiglia che sta andando a trovare il nonno. Solo la metà dei 6 passeggeri sopravvive all'esplosione.

Una donna con la suocera venuta in città per dare una mano alla famiglia, suo cognato, i 2 figli e il nipote dodicenne. Erano pigiati in 6 in una macchina, quando all'improvviso la loro auto è saltata in aria su una mina.

Sono arrivati all'ospedale di Emergency a Lashkar-gah nel primo pomeriggio. La madre aveva una gamba fratturata, ferite multiple e un pezzo di mina conficcato in un occhio. La figlia aveva abrasioni su tutto il corpo e una grave frattura del cranio. Il nipote, per fortuna, se l'era cavata con la rottura del naso e una ferita al viso. Il cognato e la suocera della donna non sono mai arrivati in ospedale: per loro non c'era nulla da fare. Li hanno ritrovati già morti lungo la strada.

Anche la bambina è morta, ma la mamma ancora non lo sa. Sono passate quasi tre settimane e i parenti non hanno ancora avuto il coraggio di dirglielo. Ora la donna sta meglio: ci vede, le sue ferite si sono chiuse e finalmente abbiamo tolto la trazione alla gamba. Nei prossimi giorni se ne andrà a casa.

19Feb/10Off

Dal nostro ospedale a Lashkar-gah

18 febbraio 2010

Anche a Nadali, altro distretto non lontano dall'ospedale di Emergency a Lashkar-gah, stanno combattendo ormai da giorni.

Akter Mohammed e' arrivato poco fa con il padre Wali Jan, un uomo di almeno 60 anni con una folta barba bianca. Un proiettile, uno solo, gli ha passato la testa da parte a parte.

E' ancora vivo e lo stanno operando.

Il padre urlava e si dibatteva il petto, non solo per quello che hanno fatto a suo figlio, ma anche per il modo. Akter era in casa sua, dietro a una finestra su cui batteva il sole. La sua curiosita' l'ha spinto ad avvicinarsi per vedere cosa stava succedendo fuori, con tutti quei rumori di blindati e di armi.

Un soldato ha intravisto una sagoma dietro il vetro e ha sparato. Colpo singolo alla testa. Poi gli altri sono entrati in casa, urlando e facendo alzare le mani al padre, spingendolo con forza contro il muro. In un angolo, sotto la finestra, hanno visto il risultato del proiettile esploso contro la sagoma che appariva alla finestra.

Un bambino di nove anni. Nove.

Appena l'hanno visto a terra ferito e spaventato, se ne sono andati. Senza una parola.

Per leggere altre notizie dai nostri ospedali in Afganistan, vai sul nostro sito.

2Feb/10Off

Afghanistan oggi

una donna afghana racconta...

Domenica 7 Febbraio 2010 ore 16.00

Sala Talamucci, Villa Visconti d’Aragona,

via Dante 6, Sesto San Giovanni.

“Dopo tre decadi di occupazione, dopo tre decadi in cui l’Afghanistan è ridotto aun Paese senza più neppure la memoria di quello che era agli albori degli anniSettanta, quando le varie etnie e religioni vivevano in tolleranza, quando le donnepotevano anche vestire all’occidentale, oggi il mio Paese è un Paese di vedove e dicontinui suicidi (…) Credevamo che finalmente qualcuno si impegnasse per dare alle donne i loro diritti e ottenere la democrazia: sappiate, nonostante la contrariadiffusa opinione, che non è affatto così. E sappiate che il fondamentalismo a casanostra, che si tratti di talebani o di mujaheddin, non è affatto estirpato.”

Maryam (attivista Rawa)

Sarà presente un banchetto di Emergency