Venire arrestati in Afghanistan: Matteo Pagani
su Reset Radio
Sono passati ormai quasi tre mesi da quel 10 aprile 2010, giorno in cui tre cooperanti di Emergency, impegnati nell’ospedale di Lashkar Gah, nel sud dell’Afghanistan, venivano arrestati dalla polizia locale con l’accusa di preparare un piano per uccidere il governatore della provincia di Helmand. Avrebbero dovuto preparare un attentato kamikaze e nascondere in una stanza dell’ospedale sette giubbotti carichi di esplosivo, bombe a mano, armi e munizioni.
Motivazioni pesantissime mosse dai servizi segreti afghani verso gli italiani dell’associazione umanitaria fondata da Gino Strada. Accuse poi decadute dopo pochi giorni con il conseguente rimpatrio dei tre. Per capire meglio come sono andate le cose, a mente fredda, Reset Radio incontra uno di questi operatori internazionali -Matteo Pagani- che ai nostri microfoni si racconta e ci racconta la difficile vita di chi opera per curare i feriti di guerra (per lo più civili) e che, secondo l’arroganza di chi vuole la guerra come unico strumento per ottenere la pace e la stabilità nei paesi, dovrebbe stare zitto e fare solo il proprio dovere.
Ma è possibile vedere bambini di 5 anni con un proiettile nella testa e restare in silenzio? Reset ripudia la guerra.
di Matteo Ponzano
Fonte http://www.resetradio.net/reset/afghanistan-matteo-pagani/
Una delle infermiere italiane di Emergency rientrate a Kabul…
http://it.peacereporter.net/articolo/21320/ESCLUSIVO.%20Da%20Kabul,%20cronaca%20di%20un%20sequestro
Una delle infermiere italiane di Emergency rientrate a Kabul da Lashkargah racconta a PeaceReporter i fatti di questi giorni
I cinque membri dello staff internazionale di Emergency che si trovavano a Lashkargah lo scorso sabato, quando Matteo Pagani, Matteo Dell'Aira e Marco Garatti sono stati prelevati dall'ospedale, sono riusciti a rientrare a Kabul martedì mattina.
PeaceReporter ha contattato telefonicamente una di loro.
"Noi stiamo bene, ma siamo molto preoccupati per la sorte dei nostri colleghi, di cui non sappiamo più nulla", ha dichiarato a PaceReporter. "Non li vediamo da sabato mattina e non sappiamo più niente di loro da quando l'ambasciatore ha potuto incontrarli, domenica. Da allora buio assoluto. Lunedì non hanno concesso all'ambasciatore italiano di rivederli e ad oggi non sappiamo dove siano detenuti. Ci pare allucinante che il nostro governo, che mette tanti soldi e soldati in questo paese, non abbia nemmeno la possibilità di chiedere dove sono rinchiusi tre suoi cittadini! Tutta questa storia è una macchinazione vergognosa, e anche stupida".
SABATO 17 – ore 14,30
Per dare più forza al nostro appello IO STO CON EMERGENCY, chiediamo a tutti i nostri sostenitori, simpatizzanti, a tutti gli italiani che hanno a cuore le sorti dei nostri connazionali, di partecipare alla manifestazione che si terrà a Roma sabato 17 aprile alle 14.30, in piazza San Giovanni.
NUOVO COMUNICATO STAMPA
Sono arrivati a Kabul, i 6 cooperanti di Emergency che erano rimasti a Lashkar-gah dopo l’irruzione della polizia, dei servizi segreti afgani e dei militari delle forze Isaf-Nato nell’ospedale di Emergency.
Tra i sei, il logista dell’ospedale di Kabul che era andato a Lashkar-gah subito dopo l'irruzione, una anestesista e tre infermiere italiane e un fisioterapista indiano che lavoravano nella struttura. In seguito alle operazioni che hanno portato al prelevamento di Marco Garatti, Matteo Dell’Aira e Matteo Pagani, lo staff era rimasto nell’abitazione degli internazionali in città.
Lo staff di Emergency non era più entrato in ospedale dal momento dell’irruzione e da allora Emergency non ha più la responsabilità delle attività dell’ospedale.
Scaduti i termini di 72 ore per il fermo, ancora non si hanno notizie sulla posizione giuridica dei fermati, tra cui Marco Garatti, Matteo Dell'Aira e Matteo Pagani. A Emergency al momento non risulta che sia stata ancora formulata alcuna accusa a loro carico né che siano stati indicati i diritti a loro tutela, compresa la possibilità di nominare un avvocato difensore.
Emergency è in attesa di ricevere ulteriori informazioni sulla condizione dei fermati da parte della rappresentanza diplomatica italiana a Kabul che sta seguendo l’evolversi della situazione.
10 Aprile a Lashkar-gah
Oggi pomeriggio uomini della polizia e dei servizi segreti afgani hanno fatto irruzione nel Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah, nella provincia meridionale di Helmand. Tre dei nostri operatori, cittadini italiani, sono stati prelevati attorno alle 16.30, ora afgana. Non siamo finora riusciti ad avere un contatto telefonico con loro.
Nell’unico contatto avuto con uno dei cellulari in uso ai nostri operatori ha risposto una persona che si è qualificata come ufficiale delle forze armate britanniche e che ha detto che gli italiani stavano bene ma che - al momento - non si poteva parlare con loro. Altri cinque dei nostri operatori, tra cui quattro italiani e un indiano, sono al momento nell’abitazione dello staff internazionale e sono in costante contatto telefonico con il nostro staff a Milano.
Né le autorità afgane né rappresentanti della coalizione internazionale si sono messe in contatto con noi per spiegarci le ragioni di questo prelevamento. Abbiamo appreso da un lancio di agenzia dell’Associated Press che alcune persone, tra cui cittadini afgani e “due medici italiani”, sarebbero state arrestate con l’accusa di avere complottato per uccidere il governatore della provincia di Helmand.
L’accusa ci sembra francamente ridicola e siamo assolutamente certi che la verità verrà presto accertata. Fermo restante la libertà del governo afgano, delle forze di polizia afgane e dei servizi di sicurezza di svolgere tutte le indagini del caso, chiediamo l’assoluto rispetto dei diritti dei nostri operatori, locali e internazionali. Si tratta di persone che da anni lavorano, per assicurare cure alla popolazione afgana.
Chiediamo pertanto di rispettare i loro diritti, per primo il diritto di comunicare con noi e farci sapere dove si trovano e come stanno. Emergency è presente in Afganistan dal 1999 con tre centri chirurgici, un centro di maternità, una rete di 28 centri sanitari.
A Lashkar-gah, Emergency è presente dal 2004 con un centro chirurgico per vittime di guerra, che in questi anni ha curato oltre 66mila persone.



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